Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Tesla fa i miracoli, non solo sui mercati finanziari se davvero le nuove batterie da un milione (di miglia) promesse in arrivo trasformeranno gli EV. Le nuove auto di Musk diventerebbero un must, utile non solo per muoversi in strada, ma per gestire al meglio la carica elettrica di cui la nostra vita di cittadini tecnologici avrà sempre più bisogno, in ogni luogo a partire dalla propria casa.
Questa nuova generazione di batterie auto utili al V2G garantite per un milione di miglia, a un costo entro i 100 dollari a kWh, darebbe forte slancio e nuovo margine di vantaggio competitivo alla Casa americana.
Prodotta in alleanza con la cinese CATL, la superbatteria long-range ma low-cost, diventerebbe meglio gestibile nel proprio ciclo di vita, esterno all’uso sulle Tesla, nel riutilizzo e nello smaltimento. Accontentando insomma anche alcuni ecologisti nemici delle grandi batterie per auto, dicono, oltre che quelle persone dotate di cyber-casa connessa con gestori elettricità capaci di fuire a pieno della nuova rete elettrica futurista (con le auto parte della stessa).
E mentre Elon Musk pensa sa trasferire davvero la baracca in Texas, abbandonando l’identità californiana della Casa più chiacchierata nel mondo auto, dalla Cina gioiscono. Non solo perchè la nuova super-batteria milionaria sarà messa subito nei modelli cinesi. Secondo alcuni tester infatti, già ora la Model 3 realizzata in Cina è una bomba, meglio di quelle che assemblano in America, madre patria Tesla.
In alcuni video si afferma che alla prova oggettiva, messe a confronto le due Model 3, è quella cinese fatta meglio. Migliore isolamento acustico e dall’umidità, dicono e pure la verniciatura della Gigafactory 3 cinese è più valida e resistente alla corrosione della ruggine. Ci fidiamo.
Come ci fidiamo che l’incredibile aumento valore dei titoli Tesla al NASDAQ in un anno, quadruplicato, corrisponda a effettivo potenziale dell’azienda nel post-Covid. Le azioni di Musk erano cadute sotto i 180 dollari a fine primavera 2019, ora ne quotano 800. Per darvi un'idea di come siano in controtendenza, rispetto all'investimento azionario tipico italiano, il grafico qui sopra mostra anche il trend del nostro indice medio di Borsa nazionale partendo da medesimo punto.