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Nel mercato automobilistico italiano, il vero protagonista non è l’auto nuova, ma quella usata. Per ogni nuova immatricolazione, infatti, si vendono più o meno due auto di seconda mano. Un dato che conferma una tendenza consolidata: gli italiani, sempre più attenti al portafogli, preferiscono puntare sull’usato, anche recente, piuttosto che affrontare i costi più elevati del nuovo. Lo stesso trend è riscontrato nel mese di marzo 2024, che ha visto un aumento del 4,4% dei passaggi di proprietà di auto di seconda mano.
Nel 2024 poi, ogni 100 auto nuove vendute, ne sono passate di mano circa 210 usate, un rapporto di 2,1 a 1 che fotografa perfettamente lo squilibrio tra i due mercati. A trainare questo fenomeno sono diversi fattori: dalla crescente offerta di vetture a km zero e usato garantito, fino alla disponibilità di finanziamenti personalizzati che rendono più accessibile l’acquisto dell’usato, senza dimenticare l’allungamento della vita media delle vetture, che consente passaggi di proprietà anche a distanza di molti anni dalla prima immatricolazione. Perché "rottamare" infatti auto pagate care che hanno chilometraggi bassi e costi di manutenzione ancora ragionevoli? L'unica vera ragione sarebbe quella delle limitazioni del traffico, che però riguarda solo alcune aree d'Italia.
Un trend quello dell'usato che, secondo gli analisti, continuerà anche nel 2025, con una domanda che si concentra soprattutto su citycar, SUV compatti e auto benzina-Euro 6, sempre più richieste sul mercato secondario. Per le vendite di auto di seconda mano prevalgono ancora le alimentazioni tradizionali (diesel e benzina); la quota dell’ibrido a benzina si pone all’8,7% a marzo con una crescita pari a +33,8%. Le auto elettriche sono ancora indietro, all’1% di quota a marzo.
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