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La musica influenza fortemente il nostro comportamento al volante, si sa. Ma questo meccanismo non è noto in tutti i suoi aspetti. Lo ha descritto in termini scientifici lo psicologo inglese Simon Moore, che ha osservato come la relazione tra musica e comportamento al volante segua delle regole ben precise.
La ricerca del dottor Moore, basata sulle tecniche di “brain imaging” che permettono di osservare l'attività cerebrale durante una certa attività, dice che reggae, heavy metal, hip hop e jazz sono i generi che fanno guidare peggio, perché sono quelli che distolgono maggiormente l'attenzione.
Com'è fatto un brano “sicuro”
In generale, secondo lo studioso britannico, un brano ideale per indurre ad una guida responsabile deve rispettare questi parametri: il tempo deve essere compreso tra 50 e 80 battiti al minuto, in media quello del ritmo cardiaco umano; la musica deve avere un movimento energico e ben scandito, come lo stile barocco di Vivaldi, Bach o Beethoven; il volume non deve essere alto, più lo è e più si è distratti; non deve contenere testo o almeno avere pochi ritornelli, perché ascoltare il cantato provoca distrazione; non deve essere un motivo noto; non deve contenere una melodia che invogli a cantare, ballare o mormorare per accompagnarla.
“Safe In Sound”, il singolo per guidare meglio
Sembra difficile che esista un pezzo così, eppure seguendo le indicazioni dei ricercatori un complesso di musicisti è stato invitato a comporre un brano che influenzasse positivamente la guida. E' stato intitolato “Safe in Sound” ed è stato commissionato dalla compagnia assicurativa inglese More Than che lo ha pubblicato in occasione della Settimana Mondiale della Sicurezza Stradale. E' un brano appositamente composto per stimolare l'attenzione, la progressività nelle accelerazioni e nelle frenate e il rispetto dei limiti di velocità. Potete ascoltarlo di seguito.