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La tragica morte di Raffaella Scudiero, 25enne di Acerra (Napoli), sta sollevando interrogativi sulla sicurezza degli airbag e sulla gestione delle campagne di richiamo. La giovane potrebbe essere stata uccisa da un frammento metallico rilasciato dall'airbag della sua Citroen C3, modello coinvolto in una campagna di richiamo per problemi agli airbag Takata.
L'incidente è avvenuto il 1° aprile lungo via Pietrabianca. La Citroen C3 si è scontrata con una Fiat Panda. Nonostante l'impatto non sembrasse particolarmente violento, la giovane è morta per una profonda ferita alla gola, causata forse dall'esplosione anomala dell'airbag. La Polizia Municipale ha avviato un'indagine e i veicoli sono stati sequestrati. Il guidatore della Panda è indagato per omicidio stradale.
Il caso riporta l'attenzione sul difetto degli airbag Takata, azienda fallita nel 2017 e al centro di uno dei più grandi richiami della storia dell'automotive, con oltre 100 milioni di veicoli coinvolti. Il problema riguarda il deterioramento del gonfiatore eslposivo che può provocare una deflagrazione incontrollata, proiettando frammenti metallici nell'abitacolo.
La Citroen C3 della giovane rientrava tra i modelli oggetto del richiamo, in particolare quelli prodotti tra il 2009 e il 2017, ma resta da chiarire se fosse stata sottoposta al controllo e all'eventuale sostituzione del componente difettoso.
Uno degli aspetti più critici è la gestione delle campagne di richiamo. Quando un'auto cambia proprietario, è possibile che l'informazione sul richiamo non raggiunga il proprietario attuale. In Italia non esiste un sistema centralizzato che obblighi i proprietari a eseguire i richiami e la verifica è spesso lasciata volontà del conducente.
Per chi possiede un'auto potenzialmente coinvolta nei richiami, è consigliabile verificare immediatamente lo stato del proprio veicolo sul sito ufficiale Citroen, inserendo il numero di telaio. In caso positivo, è fondamentale contattare un concessionario per la sostituzione gratuita del componente difettoso.