F1. Più forte delle limitazioni della Red Bull RB21: ecco come Max Verstappen ha costruito la sua sensazionale pole nelle qualifiche del Giappone

F1. Più forte delle limitazioni della Red Bull RB21: ecco come Max Verstappen ha costruito la sua sensazionale pole nelle qualifiche del Giappone
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Max Verstappen nelle qualifiche del Gran Premio del Giappone 2025 di Formula 1 ha strappato una pole position sensazionale, frutto del suo feeling con una monoposto dal picco prestazionale inaccessibile per chiunque altro
5 aprile 2025

È tutta di Max Verstappen la pole position colta nelle qualifiche del Gran Premio del Giappone 2025 di Formula 1. Il quattro volte campione del mondo è stato capace di beffare le McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri di pochi millesimi, mettendo insieme un giro sensazionale senza cogliere il miglior intertempo in nessuno dei tre settori della pista di Suzuka. Un risultato contro logica, apparentemente. Magico, persino. Ma la magia, in questo caso, non c’entra nulla. C’è una prodezza tecnica nella capacità di Verstappen di raggiungere il picco di performance della Red Bull RB21, apparentemente inaccessibile.

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Christian Horner dopo la pole di Verstappen non trovava le parole, incredulo com’era di quello che Verstappen è in grado di fare con una vettura che Max riesce a non far sembrare difficile, trasformando le sue limitazioni in una forza paradossale. Se al mondo mancano i termini per descrivere quello che fa, a Max non manca la capacità di estrarre il massimo da una monoposto che solo lui riesce a capire, toccando i tasti giusti. Sono le nozze perfette tra una monoposto con un picco prestazionale potenziale notevole e un pilota sensazionale, con uno stile di guida personalissimo che nelle circostanze giuste gli consente di andare persino oltre il limite logico della macchina. 

Lo ha detto Max stesso, nelle interviste post qualifica, di essersi spinto al di là di quello che sembrava possibile. Aggiungiamo noi, anche grazie alla capacità di sfruttare al meglio sul giro secco le gomme, con una sensibilità che è merce preziosa in una F1 in cui gli pneumatici svolgono un ruolo fondamentale. Max è primo, Yuki Tsunoda è quindicesimo. E non è necessariamente un demerito di quest’ultimo, che ha provato ieri per la prima volta in pista la RB21. Fino alla Q2, Tsunoda e Verstappen erano molto vicini, poi la forbice si è allargata esponenzialmente. Non è questione di fiducia nel mezzo: Tsunoda è evidentemente più a suo agio di Liam Lawson. Ma la massima performance della RB21 è un miraggio per chi non si chiama Verstappen. 

La McLaren, la chiara favorita della vigilia, si deve accomodare alle spalle di Max. Lando Norris, che scatterà accanto a Verstappen in prima fila, sostiene di aver tirato fuori il massimo dalla sua vettura. Potrebbe anche essere vero. Ma su un tracciato tecnico e affascinante come Suzuka, qualcuno è andato oltre il limite prestazionale della propria macchina. Norris e Piastri sono vicinissimi, il che denota la crescita di quest’ultimo sul giro secco su un tracciato sul quale aveva ben figurato sin dall’esordio. Il resto del gruppo è staccato di tre decimi, il margine che si intuiva nel corso del weekend. Starà a loro domani ribaltare il risultato di oggi, su una pista la cui gommatura potrebbe essere cancellata dalla pioggia prevista durante la notte tra sabato e domenica. 

Charles Leclerc e George Russell, qualificatisi alle spalle dei primi tre, sono risultati molto vicini in termini prestazionali. Attardato nel primo settore rispetto a Russell, Charles ha fatto la differenza nel secondo, recuperando quello che aveva perso per via del sottosterzo ripetutamente accusato in curva 6 e in curva 7. L’errore commesso da Russell nel primo settore del suo ultimo giro lanciato ha fatto sì che Leclerc potesse avere la meglio su di lui. Leclerc sembra aver trovato la regolazione sospensiva giusta per superare la limitazione sui cordoli vista ieri alla chicane, a tutto beneficio del suo spunto nel settore finale. Convince anche Andrea Kimi Antonelli, piuttosto vicino al compagno di squadra dopo un difficile acclimatamento a una pista indubbiamente sfidante per chi non l’ha mai affrontata.

Se Antonelli è promosso, non lo è invece Lewis Hamilton, incapace a differenza di Leclerc di estrarre il massimo dal pacchetto. Risultato vicino a Leclerc fino alla Q2, in Q3 Hamilton è invece rimasto piuttosto attardato, soprattutto nei due settori conclusivi della pista. La sensazione è che Hamilton su una pista sfidante come Suzuka non sia riuscito a portarsi vicino al limite prestazionale, probabilmente anche per via di una scelta in termini di assetto non premiante. Forse gli manca ancora la sensibilità necessaria per capire fino in fondo la vettura e, di conseguenza, prendere la strada giusta in termini di set-up. Ma da un pilota della sua esperienza si attende qualcosa di più. 

Da segnalare è anche la performance di Isack Hadjar, che, nonostante i problemi alle cinture accusati per tutta la qualifica, piazza la macchina in Q3. Un’altra dimostrazione, oltre che delle sue qualità sul giro secco, dell’accessibilità della VCARB 02 di una Racing Bulls che in questa prima parte della stagione può togliersi qualche soddisfazione, a patto di non steccare con la strategia come in Cina. C’è chi si chiede cosa farebbe Verstappen con la VCARB 02. Ma la verità è che con la RB21 Max è su un altro pianeta, in uno stato di grazia esaltato dall’estrema reattività dell’anteriore che farebbe perdere il controllo della situazione a chiunque altro. Ma Max Verstappen non è uno qualunque. È il miglior interprete della F1 di oggi. E a Suzuka lo ha dimostrato chiaramente, qualora ce ne fosse ancora bisogno. 

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