F1. McLaren veloce, Tsunoda convincente con la Red Bull, Ferrari inseguitrice: ecco cosa abbiamo imparato dal venerdì di Suzuka

F1. McLaren veloce, Tsunoda convincente con la Red Bull, Ferrari inseguitrice: ecco cosa abbiamo imparato dal venerdì di Suzuka
Pubblicità
Dalla McLaren alla Ferrari, passando per la Mercedes e il debutto di Yuki Tsunoda in Red Bull, ecco cosa abbiamo imparato dal venerdì di prove libere del Gran Premio del Giappone 2025 di Formula 1
4 aprile 2025

Le fiamme divampate nell’erba del circuito di Suzuka durante le FP2 del Gran Premio del Giappone 2025 di Formula 1 non hanno fatto altro che gettare ulteriore fumo sui valori in campo. Le quattro bandiere rosse nella seconda sessione, in cui i team avrebbero dovuto effettuare le proprie simulazioni di passo gara, fanno sì che dalla giornata di oggi possano essere tratte solamente delle sensazioni, e non delle conclusioni. In un contesto di forte caos a emergere è la McLaren, con la sua MCL39 efficace, per quanto non necessariamente semplice da prendere.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Ne sa qualcosa Lando Norris, protagonista di un rodeo sui cordoli nelle FP1, quando in Italia era notte fonda. Il leader della classifica piloti sta cercando di adattare il suo stile di guida a una vettura che non lo esalta. E se questa criticità emerge soprattutto nei circuiti in cui si genera graining all'anteriore come Shanghai, Lando deve comunque adattarsi per saper prendere al meglio la sua compagna di avventura. Che, come spesso capita alle vetture potenzialmente assai veloce, non è necessariamente di facile interpretazione. La McLaren, però, è in grado di portare in pista una vettura subito efficace, senza troppi aggiustamenti in corsa. 

A proposito di vetture capricciose, in casa Red Bull è andato in scena il debutto di Yuki Tsunoda, protagonista di un venerdì solido. La classifica della FP2 è bugiarda, visti i programmi differenziati. D’altro canto, il solo decimo di distacco da Verstappen nelle FP1 è probabilmente figlio di una mappatura motore più spinta sulla RB21 di Yuki, come suggerisce la sua superiorità sul dritto. Ma a contare più dei tempi è l’atteggiamento di Tsunoda. Da quello che si è visto in pista, Yuki ha cercato di interpretare a suo modo la RB21, senza cercare necessariamente di replicare l’ostico stile di guida di Verstappen. 

Altrettanto rilevanti sono i feedback che Tsunoda ha riportato puntualmente al suo ingegnere di pista sin dalle FP1, in una circostanza in cui stava ancora prendendo le misure della RB21 dopo averla saggiata solamente al simulatore. È quello che serve a una Red Bull che ha bisogno di riscontri tecnici precisi da parte del secondo pilota nello sviluppo di una monoposto che, per stessa ammissione del team principal Christian Horner, deve essere affinata. D’altronde, nonostante le apparenti somiglianze tra la RB20 e la RB21, quest’ultima introduce un nuovo concetto, tutto da scoprire.

In questo contesto, non stupisce che ancora una volta la Racing Bulls si sia rivelata subito piuttosto competitiva. La VCARB 02 è una monoposto accessibile, con una finestra di utilizzo più ampia rispetto alla RB21. Ma allo stesso tempo il picco di performance potenziale di quest’ultima è decisamente più elevato, a patto che si sia in grado di estrarre il massimo dalla monoposto. La buona notizia per Liam Lawson, retrocesso in Racing Bulls, è la sua vicinanza a Isack Hadjar, rookie molto rapido sul giro secco. 

A proposito di vetture accessibili, rientra in questa categoria anche la Mercedes W16. Lo si capisce osservando la condotta in pista di George Russell. La nuova nata della scuderia di Brackley è docile nelle mani del suo pilota più esperto. Sono le condizioni ideali per poter giocare un ruolo primario da inseguitrice della McLaren, in attesa che Ferrari e Red Bull esprimano il potenziale dei loro progetti. Nel caso della Rossa, per farlo è necessario curare i problemi di controllo della piattaforma che potrebbero influire sulle prestazioni della SF-25 anche a Suzuka.

Pur essendo stata recentemente riasfaltata, la pista di Suzuka presenta delle asperità che possono andare a esacerbare l’instabilità dell’altezza da terra della SF-25. È vero in particolare per la zona immediatamente precedente all’ingresso di curva 1, che non facilita la vita ai piloti nei primi cambi di direzione. La SF-25 per ora risulta meno efficace nelle curve lente, soprattutto la 9 e la 10. Ma il vero interrogativo riguarda la capacità della Rossa di reagire nel modo migliore all’evoluzione della pista, senza plafonare con il prosieguo del weekend come è successo in Australia e in Cina. 

Nel giudicare la Ferrari bisogna comunque tenere presente che ci vorrà del tempo per eventuali aggiornamenti correttivi per il problema dell’instabilità della piattaforma. Gli upgrade che vedremo sulla SF-25 nei prossimi GP – si attende un fondo nuovo in Bahrain – sono infatti stati pensati e deliberati prima dell’inizio della stagione. Per ora gli unici correttivi restano legati alle regolazioni delle sospensioni posteriori, nel tentativo di trovare un miglior compromesso tra meccanica e aerodinamica al retrotreno. 

Uno schiaffo in pieno volto nelle FP2 se l’è preso Jack Doohan, protagonista di un violentissimo schianto contro le barriere a oltre 300 km/h. Uscito scosso, ma fortunatamente incolume dall’incidente, Doohan ha distrutto la sua Alpine A525. Nel momento in cui ha perso il controllo della vettura, Jack aveva ancora il DRS inserito. Che sia un problema della monoposto o un suo grave errore di distrazione non possiamo saperlo, al momento. Certo è che non far disputare le FP1 a un rookie come Doohan sulla sfidante pista di Suzuka è una scelta azzardata. 

L’esigenza di mettere in macchina il pilota di riserva – e, soprattutto, di casa – Ryo Hirakawa, è più che comprensibile. E l’Alpine, alla ricerca di risposte sulle difficoltà riscontrate nelle prime gare stagionali, ha sentito la necessità di far disputare le FP1 all’esperto Pierre Gasly. D’altronde, per quanto siano accurate le simulazioni, ci sono ancora molti fenomeni reali non replicabili nel virtuale. E la pista è sempre il miglior modo per capire appieno la propria vettura. Peccato che oggi il fuoco divampato in una ventosa Suzuka abbia impedito ai team di trovare le risposte che cercavano. 

Pubblicità