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Si ricomincia da dove era finita lo scorso anno? Verrebbe da pensarlo, dando una superficiale occhiata alla classifica della prima giornata di test prestagionali 2025 della Formula 1 in Bahrain. La McLaren, la regina del mondiale Costruttori 2024, piazza Lando Norris al primo posto, con George Russell, Max Verstappen e Charles Leclerc a seguire. Ma il cronometro, in questo caso, racconta solo una parte minuscola della storia, intricati e imperscrutabili da fuori come sono i piani di lavoro dei team, tra carichi di benzina e mappature del motore differenti. Ma cosa abbiamo imparato davvero dalla prima giornata ufficiale in pista della Formula 1 2025?
Si è preso la testa della classifica nella prima mattinata dei test prestagionali della Formula 1 in Bahrain, ma di Andrea Kimi Antonelli non stupisce il crono quanto l’atteggiamento in pista. Pur con qualche inevitabile sbavatura, Antonelli ha sin da subito mostrato un ottimo feeling con la Mercedes W16, frutto della capacità di sentire la vettura con il proprio corpo. A questo talento si aggiunge poi l’imponente chilometraggio inanellato lo scorso anno da Antonelli nei TPC consentiti dal regolamento. Pur trattandosi di monoposto vecchie almeno di due stagioni, hanno comunque delle somiglianze a livello di concetto con la W16 che oggi guida Kimi. E avere modo di accumulare una certa esperienza al volante di una F1 prima del debutto ufficiale nella categoria è indubbiamente molto importante.
Se Antonelli deve adattarsi alla Formula 1 stessa, anche un veterano come Lewis Hamilton si ritrova alle prese con un processo di acclimatamento che non è per nulla semplice. Hamilton, tanto per cominciare, sta prendendo le misure con la power unit Ferrari, diversa per erogazione, vibrazioni e gestione della batteria rispetto a quella di casa Mercedes. Ma deve anche padroneggiare un concetto vettura differente, anche dal punto di vista meccanico. Niente che un sette volte campione del mondo non possa fare velocemente, ma comunque un compito impegnativo, che stando allo stesso Lewis ha fatto aumentare la sua stima del lavoro svolto ai tempi da Fernando Alonso e Sebastian Vettel all’arrivo in Ferrari.
Hamilton vive questo momento di adattamento in una circostanza in cui la stessa Rossa sta imparando a conoscere meglio la SF-25, intervenendo a livello di set-up anche con regolazioni estreme per comprenderla a fondo. Non deve stupire, così, che questa mattina si sia visto del bouncing, male necessario per mettere a punto l’altezza a terra migliore. La SF-25 è apparsa capricciosa al posteriore in uscita di curva nelle mani di Hamilton. Ma è troppo presto per trarre conclusioni sul percorso di adattamento di Lewis, visto che certe sbavature potrebbero essere solo il segnale della volontà di trovare il limite del pacchetto.
Sicuramente la Ferrari non ha avuto paura di osare, modificando i cinematismi della sospensione anteriore e passando allo schema pull rod. Un cambiamento, questo, che può sbloccare un vantaggio lato aerodinamica, ma nel contempo richiede probabilmente qualche fatica in più nel trovare l’assetto ottimale alla prima giornata di test. Charles Leclerc, sceso in pista nel pomeriggio, ha ovviamente molta più familiarità con il concetto di base della SF-25, vista l’esperienza con le Rosse che l’hanno preceduta. E nelle sue mani, dopo il lavoro svolto in mattinata, la SF-25 è apparsa più prevedibile, con una neutralità che fa ben sperare, soprattutto se si pensa che le preferenze di Hamilton e Leclerc sono per certi versi sovrapponibili.
Anche in casa McLaren si è osato sul fronte della sospensione anteriore. Fermo restando lo schema pull rod, i due elementi del triangolo superiore sono sfalsati, per una gestione migliore dei flussi verso il fondo e un aumento dell’effetto antibeccheggio, a tutto vantaggio della stabilità dell’altezza da terra e della resa aerodinamica. Si tratta di una soluzione audace, che può richiedere un certo adattamento di guida da parte dei piloti. Dai primi spunti in pista, la MCL39 ha mostrato una buona reattività all’anteriore, ma nel pomeriggio Lando Norris è stato costretto a rimanere a lungo ai box per un intervento nella zona posteriore della vettura. Non ideale, con sole tre giornate di test, ma nulla di particolarmente preoccupante.
Vista la tendenza della Red Bull a impiegare specchietti per le allodole all’atto della presentazione della nuova monoposto, nessuno si è stupito delle immagini prese da lontano e buie della RB21 diffuse ieri mattina. Ma quando la vettura è scesa in pista per uno shakedown in una configurazione molto simile a quella della RB20, a qualcuno è venuto il dubbio di un bluff. Come ha dichiarato Christian Horner, in realtà quella vista in Bahrain è la vera RB21, e i cambiamenti ci sono, ma non necessariamente si vedono. Leggasi masse radianti, e fondo. Una rivoluzione completa, con un cambio regolamentare alle porte, sarebbe stata insensata. E in Red Bull hanno deciso di usare come base i correttivi dello scorso anno per rendere meno capricciosa la RB21, con un lavoro di fino sulle varie componenti.
Secondo il sempre loquace Dottor Marko, la nuova nata della scuderia di Milton Keynes è risultata più prevedibile nelle mani di Max Verstappen di quanto non lo fosse la RB20. Prime sensazioni incoraggianti, queste, in attesa di vedere come si comporterà la monoposto in un ventaglio più ampio di circostanze. Per quanto riguarda la Mercedes, resta il dubbio che gli spunti interessanti della W16 - con una certa incostanza di fondo - possano essere stati esaltati dal freddo, condizione in cui anche la capricciosa W15 tirava fuori il suo lato migliore. Proprio il meteo, peraltro, ha rivestito un ruolo rilevante nella prima giornata di test 2025 della F1.
In Bahrain fa decisamente più freddo rispetto a quanto si potesse immaginare, e ai 15 gradi dell’aria corrispondeva una temperatura dell’asfalto scesa da 28 a una ventina di gradi quando, nel pomeriggio, ha cominciato persino a piovere. A questo si aggiungeva il vento, che rendeva difficile capire se certi spunti fossero dovuti al comportamento della vettura o piuttosto all’azione di disturbo delle folate. Condizioni sfidanti per i team nella prima giornata di lavoro ufficiale dell’anno, in cui, per giunta, un blackout ha impedito a lungo l’attività in pista nel pomeriggio. Sono queste le sensazioni del primo giorno di scuola del 2025 della Formula 1 in Bahrain. In attesa che vengano confermate o smentite.