F1. Ferrari vs. McLaren, a che punto siamo? Ecco cosa abbiamo imparato dal Day 2 dei test in Bahrain

F1. Ferrari vs. McLaren, a che punto siamo? Ecco cosa abbiamo imparato dal Day 2 dei test in Bahrain
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A Sakhir la McLaren convince, mentre in casa Ferrari continua - con successo - l'acclimatamento di Lewis Hamilton. Ecco cosa abbiamo imparato dalla seconda giornata di test prestagionali della Formula 1 in Bahrain
27 febbraio 2025

La McLaren è pronta per la grande sfida nella stagione 2025 di Formula 1. È questa la sensazione emersa dalla seconda giornata di test prestagionali in Bahrain, conclusasi con il miglior tempo di Carlos Sainz su Williams, davanti ai ferraristi Lewis Hamilton e Charles Leclerc. Questo non vuol dire che sia necessariamente la favorita – è troppo presto per dirlo – ma che il modo in cui sta lavorando e le sensazioni trasmesse dalla vettura in pista restituiscono l’immagine di un progetto maturo.

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Esemplificativa, in questo senso, è la simulazione di gara perfezionata da Lando Norris nel pomeriggio. Non tanto per i tempi – la differenza rispetto alla Ferrari di Charles Leclerc è troppo grande per essere considerata davvero rappresentativa – quanto per il comportamento della MCL39. Una vettura che non si scompone, stabile anche nella rotazione a centro curva e che trova forse l’ambito in cui si esalta maggiormente nei cambi di direzione di media velocità. Norris oggi ha parlato di una debolezza legata al comportamento del posteriore della vettura, non necessariamente apprezzabile da fuori.

Forse si potrebbe notare nel momento in cui la MCL39 verrà portata al limite, circostanza che la McLaren, per ora, non sembra cercare, come evidenziato dall’ottimo crono di Norris con le C3 strozzato prima di essere completato. Ma che la McLaren stia lavorando in modo peculiare lo si è notato dal tempo relativamente lungo speso per modificare le regolazioni e intervenire sull’assetto nel passaggio di consegne tra Oscar Piastri e Lando Norris, come se non ci fosse grande fretta. E pure dall’uso ampio del flow-viz, la paraffina usata per studiare meglio i flussi tendenzialmente impiegata nella prima giornata di test.

Di primo acchito, sembrerebbe il lavoro di un team che deve ancora capire molto. Ma a ben vedere, è la condotta di chi può concentrarsi sui piccoli dettagli, forte di un pacchetto che, nonostante le modifiche audaci, sembra funzionare. La Ferrari, dal canto suo, non ha mostrato un passo gara esaltante con Leclerc nel pomeriggio, ma il gap rimediato nei confronti di Norris non è rappresentativo. Interessante è notare come sia cambiato il “dialogo” tra Lewis Hamilton e la SF-25 dopo una prima mattinata di studio.

Nelle mani di Hamilton, la SF-25 in alcune circostanze è apparsa leggermente sottosterzante nella percorrenza a centro curva. Ma la buona notizia è che Lewis, come ha sottolineato lui stesso in un incontro con la stampa a Sakhir, si sta divertendo a guidare la SF-25. È ottimo, perché, come si può notare dalla sua danza in pista con la sua nuova compagna di avventure, questo vuol dire che è in grado di impiegare il suo stile di guida con la monoposto della Rossa. Hamilton riesce a perfezionare un ingresso in curva aggressivo, per poi frenare in modo profondo e deciso, e impostare con i suoi termini la rotazione.

È un ottimo segnale, anche perché Leclerc e Hamilton hanno stili di guida non esattamente sovrapponibili, ma abbastanza vicini da generare una comunione di intenti sull’assetto, a tutto vantaggio del lavoro dei tecnici su questo fronte. Nelle mani di Leclerc nel pomeriggio la SF-25 ha mostrato un certo scivolamento del posteriore in uscita di curva, una tendenza che, se non eccessiva, non disturba il monegasco. Per quello che abbiamo visto finora, la SF-25 non sembra una vettura capricciosa, né problematica. Resta da capire il nodo legato alla gestione delle gomme, difficile da giudicare dopo sole due giornate in pista.

Stupisce in casa Mercedes la sicurezza di Andrea Kimi Antonelli, che muore dalla voglia di tirare fuori il massimo da una Mercedes W16 con un anteriore molto puntato e una certa instabilità al posteriore. Lo si vede dalla grinta con cui si divora ogni chilometro in pista, cercando di estrarre il massimo da un pacchetto che, per certi versi, resta un oggetto misterioso, con il dubbio che le condizioni fredde del Bahrain possano nascondere eventuali magagne. Non ha senso fare paragoni con Russell, in questa fase. Conta solo quella capacità di sentire la vettura che è tipica di chi ha grande talento.

Se Antonelli ha portato a termine una simulazione di gara completa, in Red Bull la giornata di lavoro di Liam Lawson è stata funestata da una perdita d’acqua che lo ha costretto per un lungo periodo ai box. Il neozelandese ha concluso la giornata con 91 giri, contro i 126 di Sainz, che come lui ha disputato entrambe le sessioni di oggi, mostrando nel pomeriggio un passo incoraggiante nei long run. Per quanto riguarda la RB21, resta il dubbio che, qualora portata al limite, mostri ancora dei capricci che potrebbero infastidire i piloti. La giornata di domani, con Max Verstappen alla guida, offrirà una potenziale risposta a questi interrogativi.

Carlos Sainz, intanto, si è preso i titoli di giornata, come a volte capita ai piloti di team di seconda fascia durante i test, una perfetta occasione per farsi vedere al mondo. Ma un fondo di verità, in una prestazione indubbiamente gonfiata dalle circostanze, c’è. La Williams FW47 sembra una vettura convincente, in grado di dire la sua a centro classifica. Sarebbe una bella notizia per una scuderia che non ha fatto mistero di guardare più alle potenzialità di crescita a medio termine che alle attuali. Ma nulla vieta di togliersi qualche soddisfazione anche nel 2025. Il resto lo scopriremo solo osservando. 

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