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L’attesa per vedere finalmente le monoposto in pista è definitivamente finita. La Formula 1 è tornata nel vivo con i test prestagionali che si stanno disputando in Bahrain. Un totale di 24 ore da dividere tra i due piloti titolari data una sola vettura a disposizione per ogni team. A far debuttare sul tracciato del Sakhir la RB21 è stato Liam Lawson che ha concluso la sessione mattutina con il secondo tempo, alle spalle di Andrea Kimi Antonelli con la Mercedes W16. Nel pomeriggio è stato il turno di Max Verstappen e Christian Horner ha fatto il punto della situazione in casa Red Bull.
Red Bull ha concluso la scorsa stagione in maniera molto diversa rispetto agli anni precedenti. Dopo aver dominato il mondiale Costruttori nel 2022 e nel 2023, ha dovuto alzare bandiera bianca, perdendo lo scettro e scalando in terza posizione, alle spalle di Ferrari e McLaren. Per questa prima stagione senza Adrian Newey, passato in Aston Martin, Christian Horner ha dovuto raccogliere i pezzi, motivando la squadra a ritrovare la fiducia, persa soprattutto ad inizio stagione oltre ai confini della pista. Pesano, infatti, ancora le accuse di comportamento inappropriato mosse contro il team principal da una dipendente, e la chiara dimostrazione che la bufera mediatica scoppiata in casa Red Bull non si è ancora conclusa a distanza di un anno sono stati i fischi che hanno accompagnato la squadra di Milton Keynes sul palco dell’O2 di Londra, dove hanno presentato la livrea della RB21.
“Credo che dobbiamo migliorare alcune delle caratteristiche dell’anno scorso – ha dichiarato Christian Horner durante la conferenza stampa dei team principal – e il team ha lavorato molto su questi aspetti durante la pausa invernale. Non dimentichiamo però che abbiamo vinto nove Gran Premi e quattro Sprint Race con la RB20, quindi abbiamo comunque una base discreta sulla quale sviluppare. Però la concorrenza è molto serrata e lo abbiamo visto già nel 2024 data la convergenza per il regolamento. Tutte le macchine sembrano molto simili ora come ora e dunque sarà un mondiale molto combattuto fin dalla prima gara. In questo ciclo del regolamento è chiaro che tutti stanno convergendo, ma probabilmente solamente la Ferrari spicca per come si è differenziata dagli altri. Inevitabile che i guadagni per tutti saranno marginali, ma in realtà anche se la macchina sembra simile alla precedente non è così, segue solamente la stessa filosofia. Questo renderà le macchine così vicine che in alcuni circuiti alcuni lotteranno e altrove altri. Tutto starà nel trarre il meglio dl proprio pacchetto e riuscire ad esprimerlo al in pista in quel determinato giorno. Potremmo avere otto vincitori diversi e delle gare veramente aperte e combattute”.
“L’evento F1-75 a Londra è stato un grande evento. Tutti i team hanno messo grande impegno per realizzarlo ed è stato molto bello da vedere. Presentare la propria vettura è un po’ come presentare la propria maglietta in uno stadio pieno di tifosi in trasferta. Per noi chiaramente, essendo stati protagonisti nel corso degli anni e dunque antagonisti di alcuni team di casa, è stato deludente, soprattutto per l’accoglienza che ha avuto Max, un quattro volte campione del mondo. Però la passione nello sport ci sarà sempre e se l’evento fosse stato in Olanda, senza dubbio l’accoglienza sarebbe stata un po’ diversa. Per quello che riguarda il sostegno della FIA, hanno fatto i loro commenti, ma noi non abbiamo detto nulla o avuto alcuna conversazione con la Federazione a seguito dell’accaduto”.
“È stato parte, presumo, della loro campagna per estinguere l’abuso online. I fans fanno parte dello sport, anche se sono cambiati molto nel corso degli anni. Abbiamo accolto tanti appassionati con maggiori diversità in questo sport, però è un ambiente polarizzante, molto competitivo, come in ogni sport di grande livello. I tifosi sono appassionati e supportano i propri piloti e i propri team. Questo non ci può imporre una legge o delle regole in questo senso. Alle nostre gare arriva un pubblico molto ampio per cui è chiaro che si avrà una reazione diversa a seconda di dove si va a correre nel mondo, e questo vale per tutti”.